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Il momento del silenzio è finito. Il presidente Justin Davis rompe gli indugi e si rivolge direttamente alla città e alla tifoseria. Dopo la bruciante retrocessione, annuncia che il lavoro della società non si è mai interrotto. Lontano dai riflettori, il club ha pianificato il futuro, formalizzato impegni istituzionali e preparato ogni dettaglio per la prossima stagione, indipendentemente dalla categoria.Di seguito, le parole del presidente Justin Davis, che traccia la rotta per la rinascita del MessinaCari tifosi messinesi,la ferita è ancora aperta. La retrocessione fa male, fa malissimo, e so che non passerà tanto facilmente. Sarebbe disonesto da parte mia dirvi il contrario.Ma ho imparato che il dolore si combatte in un solo modo: lavorando ancora di più. È esattamente quello che io e Morris abbiamo fatto dal giorno dopo quella maledetta partita. Avevamo già fissato un incontro con un direttore sportivo arrivato appositamente da Roma per costruire la stagione 2026/2027: la retrocessione ci ha costretti a salutarci, ma non ci ha fermati nemmeno per un istante.
Noi lavoriamo in modo trasparente e corretto, sempre. Per questo, una settimana fa, abbiamo inviato una nota ufficiale al sindaco — rappresentante della città di Messina — nella quale abbiamo messo nero su bianco tutti i nostri impegni: la programmazione, gli investimenti e il modo in cui intendiamo sostenere lo sport messinese. Non sono promesse fatte in piazza: sono impegni protocollati.Vi chiedo però di capire una nostra scelta precisa: comunicheremo ogni cosa solo quando sarà davvero compiuta. Non vogliamo alimentare voci o illusioni. Quando una cosa è fatta, la dico. Finché non lo è, preferisco il silenzio del lavoro alle parole.E di lavoro ne abbiamo fatto tanto. Oggi abbiamo completato tutti gli adempimenti relativi alla stagione conclusa e finalizzato sia la domanda di iscrizione sia quella di ripescaggio, assegni circolari compresi. Il giorno 3 sarò personalmente a Roma per consegnare la documentazione di persona, perché certe responsabilità non si delegano.







