Il presidente del Messina, Justin Davis, torna a far sentire la sua voce. Lo fa a distanza, attraverso i canali ufficiali del club, ma con parole chiare, nette, che non danno adito a interpretazioni.
Parla di una ferita ancora aperta, quella della retrocessione. Una ferita che fa male. Spiega, Davis, come prima della partita di Ragusa, insieme al vicepresidente Morris Pagniello, avevano già fissato un incontro con un direttore sportivo arrivato da Roma per costruire la stagione 2026/2027 ma la retrocessione ha costretto il Racing City Group a cambiare strategia.
Il presidente ha spiegato di aver inviato, una settimana fa, una nota al Sindaco illustrando programmazione, investimenti e il modo in cui intendiamo sostenere lo sport messinese.
“Preferisco il silenzio del lavoro alle parole”, ha scritto Justin Davis. “Abbiamo completato tutti gli adempimenti relativi alla stagione conclusa e finalizzato sia la domanda di iscrizione sia quella di ripescaggio, assegni circolari compresi”. Il 3 luglio Davis sarà a Roma per consegnare di persona la documentazione per il ripescaggio in serie D.
“Abbiamo inoltre già individuato il direttore sportivo che ci affiancherà in entrambi gli scenari: sia nella malaugurata ipotesi dell’Eccellenza, sia in caso di Serie D. E per entrambe le ipotesi ci sono budget adeguati per costruire una corazzata. L’ambizione non cambia in base alla categoria. Non posso ancora annunciarne il nome, perché è tesserato per un altro club fino al 30 giugno: è una questione di rispetto delle regole e delle persone, ed è proprio quel modo di lavorare corretto e trasparente che vi ho promesso”.











