Dopo un mese (quasi) esatto, la proprietà del Messina torna a parlare e lo fa con un comunicato firmato dal presidente Justin Davis: «La ferita è ancora aperta, la retrocessione fa male, fa malissimo e so che non passerà tanto facilmente - esordisce -. Sarebbe disonesto da parte mia dirvi il contrario. Ma ho imparato che il dolore si combatte in un solo modo, lavorando ancora di più. È esattamente quello che io e Morris (Pagniello, il vice presidente, ndr) abbiamo fatto dal giorno dopo quella maledetta partita. Avevamo già fissato un incontro con un direttore sportivo arrivato appositamente da Roma per costruire la stagione 2026/2027, la retrocessione ci ha costretti a salutarci, ma non ci ha fermati nemmeno per un istante».Come? Davis spiega: «Una settimana fa abbiamo inviato una nota ufficiale al sindaco, nella quale abbiamo messo nero su bianco tutti i nostri impegni. la programmazione, gli investimenti e il modo in cui intendiamo sostenere lo sport messinese. Non sono promesse fatte in piazza, sono impegni protocollati. Vi chiedo però di capire una nostra scelta precisa, comunicheremo ogni cosa solo quando sarà davvero compiuta. Non vogliamo alimentare voci o illusioni. Quando una cosa è fatta, la dico. Finché non lo è, preferisco il silenzio del lavoro alle parole. E di lavoro ne abbiamo fatto tanto. Oggi abbiamo completato tutti gli adempimenti relativi alla stagione conclusa e finalizzato sia la domanda di iscrizione sia quella di ripescaggio, assegni circolari compresi. Il giorno 3 luglio sarò personalmente a Roma per consegnare la documentazione di persona, perché certe responsabilità non si delegano». Anche se sarebbe bastata una pec.