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L’inchiesta che abbiamo iniziato con la ricostruzione della rete di Hamas in Italia e proseguita poi con l’analisi delle connessioni tra Hamas e la Flotilla, oggi continua andando a scoperchiare un altro vaso di Pandora che abbiamo già iniziato ad aprire con il direttore Capezzone e con le colleghe Francesca Musacchio e Souad Sbai qualche settimana fa sulle pagine de Il Tempo: quello dell’Islam politico, la cui espressione più organizzata e influente a livello internazionale è rappresentata dalla «Fratellanza Musulmana». Di cosa stiamo parlando? Il movimento mira a integrare i precetti islamici nella vita pubblica e statale, espandendosi a livello globale. Un progetto di islamizzazione totalitaria della società e delle istituzioni, il quale spesso conduce alla lotta armata e al terrorismo. La Fratellanza non agisce soltanto attraverso strutture organizzate, ma sul piano ideologico. Infatti la sua influenza culturale e politica può favorire processi di radicalizzazione in chiave anti Occidente e anti Paesi arabi moderati. Dopo il massacro del 7 ottobre 2023 compiuto da Hamas e la guerra a Gaza, qualcosa è cambiato. Lo si è visto nelle piazze, nei media e negli atteggiamenti assunti da diversi esponenti di organizzazioni islamiche attive in Italia. Nell’alleanza tra sinistra radicale e islamismo politico, l’Italia è diventata uno dei Paesi europei con il movimento pro-Pal più rumoroso e mobilitato, coinvolgendo anche molti cittadini scesi in piazza in buona fede.