Il principale indagato è un fan di Hamas e vicino ai militanti accusati di terrorismo dai pm genovesi
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Uno dei soggetti arrestati grazie al nuovo filone di inchiesta della polizia di Stato e della Digos, coordinata dalla Procura di Milano con il pm Alessandro Gobbis, svela un legame tra favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e islam politico: sono state disposte due custodie in carcere, ma il principale indagato, un 40enne egiziano con cittadinanza italiana, risulta appartenente alla Fratellanza Musulmana, nonché impegnato nelle raccolte fondi e nella mobilitazione a sostegno del popolo palestinese. E, proprio in quest'ultimo ambito, compare il nome dell'Abspp di Mohammad Hannoun, l'associazione al centro di un'altra inchiesta, quella condotta dalla Procura di Genova su presunti finanziamenti milionari che, invece di andare in beneficenza, sarebbero finiti nelle tasche di Hamas. L'Abspp viene definita da sempre vicina alle posizioni politico-religiose della Fratellanza e Mohamed Ahmed Megahed, è questo il nome dell'indagato, diffondeva le loro locandine promozionali e le raccolte fondi. Come si legge nell'ordinanza del Gip di Milano, Megahed, ha partecipato più volte a iniziative organizzate dall'Abspp e dall'Api (l'altra organizzazione facente capo ad Hannoun). Chiamato "Il combattente", i suoi post hanno toni radicali: tra i modi usati per esprimere solidarietà al popolo palestinese, figura anche l'aperta esaltazione di Hamas e altri gruppi armati palestinesi. Contenuti che secondo il magistrato "tracimano sistematicamente in esternazioni oltraggiose e discriminatorie nei confronti del popolo israeliano". Ma la figura di Megahed è interessante anche in quanto membro dei Volontari dell'Alleanza islamica d'Italia (AII), inserita nella lista nera degli Emirati Arabi come gruppo terroristico nel 2015 ed è identificata dai rapporti governativi come entità che opera nell'orbita dei Fratelli Musulmani in Europa.






