Nel report del ministero della Diaspora israeliano, volti e sigle dell'integralismo
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La Fratellanza Musulmana presente in Italia è finita sotto la lente di ingrandimento del Ministero della Diaspora israeliano, che ha analizzato nel dettaglio volti, sigle, e modalità di finanziamento dell'organizzazione che vuole far dell'islam l'unico vero mantra della società occidentale. Diverse le sue propaggini in Italia che sarebbero raccolte tutte sotto il grande ombrello dell'Ucoii (l'Unione delle comunità islamiche italiane), che da sempre si propone come il volto moderato del mondo musulmano, salvo poi non prendere le distanze da estremisti e filo Hamas come Mohammad Hannoun. A febbraio 2026, infatti, PayPal avrebbe impedito all'Ucoii la possibilità di ricevere donazioni online, indicando che l'organizzazione era "attualmente non idonea". È, infatti, oltre alla zakat (la tradizionale elemosina che si versa nelle moschee) uno dei principali metodi attraverso cui l'unione riceve finanziamenti dai fedeli. Un altro, ed è facilmente riscontrabile anche sulle pagine dei vari centri culturali, è quello del 5x1000. Modalità, quest'ultima, tipica della Fratellanza Musulmana.Cinque sarebbero le principali organizzazioni affiliate alla rete globale della Fratellanza che operano in Italia: lavorano per costruire l'influenza "dal basso verso l'alto" attraverso l'educazione, la da'wah (predicazione islamica) e la formazione della leadership, presentandosi pubblicamente con un profilo definito moderato.Oltre all'Ucoii, nel report sono citati i GMI (Giovani Musulmani d'Italia), l'organizzazione giovanile Ucoii che farebbe anche parte della struttura giovanile paneuropea collegata alla Fratellanza. È stata fondata nel 2001 e si presenta come un movimento rivolto ai giovani musulmani tra i 13 e i 21 anni. Tra i fondatori e dirigenti dell'associazione figura Khalid Chaouki, italiano di origine marocchina, successivamente entrato in politica con il Partito Democratico. Un altro nome rilevante è quello di Osama al-Saghir, ex presidente dei GMI, che in seguito è stato eletto nel Parlamento tunisino nelle liste di Ennahda, partito collegato alla Fratellanza Musulmana, diventandone poi portavoce. Poi l'Istituto Bayan, già segnalato dai servizi segreti francesi per i medesimi motivi, situato a Verona, l'AII (Associazione dei Musulmani Italiani), ritenuta un'organizzazione "sorella" dell'Ucoii, focalizzata sull'attività politica e mediatica e l' API (Associazione dei Palestinesi in Italia), fondata da Mohammad Hannoun, in carcere dal 27 dicembre in custodia cautelare in quanto ritenuto l'uomo a capo della cupola di Hamas in Italia e quindi identificata con Hamas e non direttamente collegata alle organizzazioni della Fratellanza presenti nel Paese.








