Alla fine Siri è diventata quello che avrebbe dovuto essere da anni. Alla WWDC26, Apple ha messo sul palco un assistente vocale completamente rifatto, capace di conversare in modo naturale, di ricordare i contesti delle sessioni precedenti, di agire all'interno delle app, di leggere quello che c'è sullo schermo e di interpretarlo senza che l'utente debba spiegare nulla. Si chiama Siri AI, è alimentato da Apple Intelligence nella sua versione più recente e sfrutta anche i modelli Gemini di Google. È, sulla carta, la svolta che la community dell'azienda di Cupertino aspettava da due anni abbondanti.Il problema è capire chi potrà effettivamente usarla. La risposta, a ben guardare, è meno scontata di quanto sembrerebbe.

Il filtro hardware: non basta avere un iPhone recenteApple Intelligence, nella sua forma di base, è compatibile con una lista di dispositivi ragionevolmente ampia. Sul versante iPhone, si parte dall'iPhone 15 Pro e 15 Pro Max (ancora validissimi) e si arriva a tutta la gamma iPhone 16 e iPhone 17, incluso il modello 17e. Sul fronte iPad, il requisito minimo è il chip M1, il che significa che tablet acquistati negli ultimi tre o quattro anni dovrebbero essere al sicuro. I Mac sono ancora più generosi: qualsiasi MacBook Air, MacBook Pro, iMac o Mac mini con chip M1 o successivo è dentro. Apple Watch Series 9, Ultra 2 e il nuovo SE 3 sono compatibili, ma a una condizione precisa: devono essere abbinati a un iPhone che supporti Apple Intelligence. L'Apple Vision Pro con chip M2 completa il quadro.Fin qui, tutto sommato, la situazione è gestibile. Un utente che ha comprato uno smartphone Apple negli ultimi due o tre anni ha buone probabilità di rientrare nel perimetro della compatibilità di base.Il vero discrimine, però, non riguarda Apple Intelligence nel suo complesso. Riguarda le funzioni più avanzate, quelle elaborate direttamente sul dispositivo senza passare per il cloud, quelle che Apple ha mostrato come il cuore dell'esperienza futura. E qui la lista si restringe in modo sensibile.Per accedere alle funzionalità più potenti di Siri AI con elaborazione locale, servono un iPhone 17 Pro, un iPhone 17 Pro Max o un iPhone Air. Tutti gli altri iPhone (compresi i modelli 16 Pro, che hanno meno di un anno) restano fuori. Sul fronte iPad, il requisito sale al chip M4 con almeno 12 gigabyte di memoria unificata. Per i Mac, la soglia è il chip M3 con la stessa quantità di RAM. L'Apple Vision Pro accede a queste funzioni solo nella versione con chip M5.Non si tratta di sfumature. La differenza tra Apple Intelligence di base e le funzioni avanzate on-device riguarda la qualità delle elaborazioni, la velocità delle risposte, la capacità del sistema di gestire richieste complesse senza dipendere da una connessione dati. Chi ha comprato un iPhone 16 Pro a settembre 2024, spendendo cifre di tutto rispetto, si trova oggi a fare i conti con un assistente che non potrà esprimere le sue potenzialità massime sul proprio telefono.Apple non è la prima azienda a usare la compatibilità hardware come leva commerciale. Ma il fatto che il confine cada tra iPhone 16 Pro e iPhone 17 Pro (due generazioni consecutive della stessa linea di punta) è una scelta che non passerà inosservata. Senza contare l'esclusione di prodotti come Apple Watch Ultra di prima generazione.