Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
A Messina ha iniziato e terminato la carriera, giocando la sua ultima partita tra i professionisti nel 2024: in giallorosso ci è tornato a distanza di venti anni, ha raggiunto il record di presenze (oltre 700) in serie C e salvato la squadra per due stagioni consecutive. Per Ermanno Fumagalli un biennio indimenticabile, con tante emozioni, in particolare la salvezza nel play-out del maggio 2023 contro la Gelbison (memorabile la parata al 93’ su Tumminiello) e la possibilità di poter giocare insieme al figlio Jacopo.
«Ora non riesco a immaginare il Messina in Eccellenza. È stata un’annata storta e mi dispiace molto, perché so la passione che la gente ha per i colori giallorossi. Ho guardato l’ultima partita, ero triste, ho sentito qualche mio ex compagno e nessuno si sarebbe aspettato questo epilogo», ha dichiarato l’estremo difensore classe 1982, che, dopo aver lasciato Messina, si è dedicato alla sua Academy per portieri e collabora con una squadra di Promozione in provincia di Piacenza. Pur molto critico con un calcio che non è più quello che ha vissuto nella sua lunga carriera, non può farne a meno: «Guardo, studio e mantengo contatti, perché il calcio è stato la mia vita. Mi piacerebbe un ruolo da dirigente, avere responsabilità, fare, scegliere e anche sbagliare. Se chiamasse il Messina? Ci tornerei anche adesso. Da giocatore mi prendevo le mie responsabilità e lo farei anche da dirigente. Messina ce l’ho nel cuore e non sono riuscito a ripagare tutto l’amore che mi ha dato. Sono ancora in debito».









