HomeFerraraCronacaMille Miglia, ci siamo. Così riportammo in città la nostra corsa più bellaLa tragedia, lo stop e il ritorno della sfida grazie a due equipaggi. In quella edizione, nel 1984, premiata la prima donna ferrarese all’evento.La tragedia, lo stop e il ritorno della sfida grazie a due equipaggi. In quella edizione, nel 1984, premiata la prima donna ferrarese all’evento.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Mario BovenziFERRARAHa i capelli biondi, ricci, un po’ a caschetto, sorride. Si chiama Ivana Lugli, maggio 1984. E’ la prima donna di Ferrara a partecipare alla Mille Miglia, il Comune la premia. Era sindaco Gaetano Sateriale. "Le hanno dato una coppa gigante", dice Maurizio Grazzi, il marito, nel cuore la passione per il volo – si lancia con il paracadute – e quella per le signore con le ruote, la carrozzeria lucida, cromature che riflettono il cielo e il sole, gioielli con il motore che romba a volte un po’ troppo arrogante. Maurizio e Ivana, l’equipaggio, in quella mitica Mille Miglia del 1984. Loro su Maserati. Stefano Arborini e sua moglie con una Ferrari. A tagliare il traguardo del mito.

La prima Mille Miglia a Ferrara in realtà passò nel 1982, Brescia, Bologna, Roma, Ferrara e ritorno, un serpentone di auto dopo quello stop nel 1957, lo schianto, de Portago che esce di strada e miete i fan assiepati lungo un fosso. Correva per la scuderia Ferrari, al volante di una 335 S. Sulla strada statale 236 Goitese all’altezza della località di Guidizzolo (provincia di Mantova), scoppiò uno pneumatico a causa di un taglio provocato da un limitatore di carreggiata. La vettura sbandò, finì nel fossato sulla destra e rimbalzò, saltando l’intera carreggiata e schiantandosi sul ciglio sinistro. Lì era assiepato il pubblico, lì si spense la gioia e fu solo dolore. L’incidente provocò la morte di de Portago, del copilota Edmund Nelson e di nove spettatori, tra cui cinque bambini. "Vennero vietate le corse su strada" racconta Grazzi. Che non si arrese mai e insieme a Stefano Arborini, officina in via dei Frutteti, di tutto un po’ appassionato, dai cilindri alle radio, riuscirono a riportare la Mille Miglia a Ferrara. "Per due anni ci siamo battuti, abbiamo continuano ad insistere con il Comune, tra carte e permessi. Poi ci siamo riusciti". Due equipaggi. Grazzi e la moglie su Maserati. "Era bellissima, un modello unico". Stefano Arborini e la moglie su una rarissima – quasi unica – Ferrari Mondial. Il numero impresso sulla fiancata, gli occhialoni e il caschetto, così erano allora i piloti. Aviatori dell’asfalto, tuffo al cuore alle curve. "Siamo partiti da Brescia e siamo arrivati a Ferrara all’1,30 di notte. Eravamo solo noi di Ferrara, i nostri due equipaggi. Non sapevamo quale accoglienza ci avrebbe riservato la nostra città". Le luci, le urla, applausi e lo stupore. "Quando siamo arrivati davanti all’incrocio con i 4 S, erano ormai le due di notte, ci siamo trovati davanti un mare di gente, era uno spettacolo unico, non riuscivamo a crederci. Non c’erano nemmeno le transenne, abbiamo impiegato più di mezz’ora per arrivare sul listone. Incredibile". Come incredibile era stata quell’avventura. Le auto scoperte, la pioggia torrenziale. "Acqua ovunque che cadeva dal cielo a secchi, a Brescia un diluvio, era entrata anche nel motore, nelle candele. Non riesco ancora a capire come sia stato possibile, avanzare in quella tormenta". Occhialoni e caschetto, cavalieri nella tempesta. Anno 1984, quei due equipaggi entrano nella storia.