Ranjit Singh era stato ucciso la sera della Vigilia di Natale del 2023 in un parcheggio a Brescia in una spedizione punitiva. Otto persone sono a processo per omicidio e la Procura ha chiesto condanne complessive per oltre 172 anni di carcere.
La Procura di Brescia ha chiesto condanne per oltre 172 anni di carcere complessivi per gli otto imputati dell'omicidio di Ranjit Singh. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, avrebbero organizzato e teso un agguato al 51enne la sera della Vigilia di Natale del 2023 in via Milano a Brescia, uccidendolo con 19 coltellate e 43 lesioni complessive. Per l'accusa, la spedizione punitiva era stata organizzata dal suo ex datore di lavoro, il quale riteneva Singh l'autore dell'incendio doloso di alcuni suoi veicoli appiccato qualche giorno prima. Le richieste da un minimo di 6 anni e 2 mesi di reclusione, a un massimo di 30 anni per i quattro esecutori materiali.
Durante la sua requisitoria in Corte d'Assise a Brescia, la pm Carlotta Bernardini ha ricostruito quanto accaduto la sera del 24 dicembre 2023, sostenendo che dietro l'omicidio di Singh ci sia l'incendio di tre mezzi di trasporto dell'azienda dell'imprenditore edile Sanjeev Kumar di Bagnolo Mella. Il 51enne indiano, infatti, è stato ritenuto responsabile di quel danno, anche perché se ne sarebbe anche vantato. Così Kumar avrebbe incaricato il suo caposquadra di fiducia di "dare una lezione" al loro connazionale, "con totale indifferenza sul fatto che si sarebbe trattato di una aggressione violenta o di un omicidio". Il corpo di Singh era stato trovato in un parcheggio pubblico di via Milano a Brescia intorno alle 21 della Vigilia di Natale di tre anni fa. L'autopsia ha rilevato sul cadavere 43 lesioni, di queste 19 erano coltellate. Tre mesi più tardi, i carabinieri avevano fermato le prime persone, che per un certo periodo avevano provato a fuggire all'estero.







