Ci sono legni che galleggiano per salvarsi.

E poi ci sono legni che, dopo aver attraversato il dolore, imparano persino a suonare.

Quando incontro Arnoldo Mosca Mondadori penso subito a questo: alla possibilità che qualcosa di ferito possa ancora generare bellezza.

Non una bellezza da museo.

Una bellezza viva, consumata dalle mani, dal sale, dagli errori.