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Daniele Manca

Il manager: Seattle come la Silicon Valley. Mio padre non voleva crederci che io lavorassi gratis per il governo

«Pensavo fossi intelligente. Mi sbagliavo. Se decidi di lasciare Apple per andare a lavorare con un rivenditore di libri, tu non puoi essere intelligente».

È il settembre del 1999. A pronunciare quelle parole è Steve Jobs. Jobs è tornato da poco più di due anni dopo essere stato licenziato di fatto nel 1985 dalla casa che lui aveva fondato. Nel giro di 24 mesi con scelte radicali è riuscito a dare nuova speranza a una società che rischiava di essere acquistata da una Ibm o da altri concorrenti. Ha davanti a sé il capo dell’Europa che ha costretto a volare a Cupertino per convincerlo a non andare via.