La tristezza è per quel che non si è riusciti a salvare, nonostante il senso di lutto che ha toccato molti milanesi, e non solo loro

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Ulrico Carlo Hoepli, 91 anni, è morto a Milano. Il padre dei tre fratelli Hoepli, Giovanni, Matteo e Barbara, era stato ricoverato nei giorni scorsi. La morte arriva a due settimane dalla chiusura della storica libreria milanese. Forse non sono legati da un nesso causale, i due avvenimenti che parlano entrambi della fine di qualcosa: la libreria milanese nella via che porta il nome del fondatore, lo svizzero italianizzato italiano e diventato milanese Ulrico Hoepli, e la scomparsa dell'erede più anziano della casa editrice che ha chiuso i battenti insieme al luogo che ne era il simbolo.Forse non è una relazione tra causa ed effetto e l'età di Carlo Hoepli, 91 anni, parla da sé. Classe 1935, era stato la quarta generazione a gestire l'impresa di famiglia aperta dal suo omonimo nel 1870 ed era stato anche nominato nel 1998 presidente della Federazione editori europei. È certamente una sincronicità. Due avvenimenti legati dal condividere il medesimo momento di amarezza, una storia che lascia tristi e perplessi.La tristezza è per quel che non si è riusciti a salvare, nonostante il senso di lutto che ha toccato molti milanesi, e non solo loro. Gli scaffali vuoti dopo l'ultima svendita al cinquanta per cento di volumi intonsi che sono stati da sempre considerati pregiati. Gli inutili flash mob di dipendenti e affezionati della libreria e della casa editrice. Un senso di ineluttabilità che inquieta.