«Se il territorio ritiene che il piano originario sia la soluzione migliore, siamo pronti a realizzarlo. Il progetto esecutivo è pronto, i fondi sono stanziati e vogliamo aprire la gara d’appalto il prima possibile: lo faremo non appena i francesi confermeranno la loro disponibilità». Edoardo Rixi, genovese, dal 2 novembre 2022 è il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Meloni. Conosce e segue il Tenda bis, cantiere infinito sopra Limone dove il 27 giugno 2025 ha aperto con Salvini il nuovo tunnel, da allora percorribile a senso unico alternato da semaforo. E così potrebbe restare, finché non arriverà la seconda canna storica rifatta alle stesse dimensioni. L’uscita a sorpresa sulla «mobilità dolce» I lavori del consorzio Edilmaco di Torino proseguono in valle Roya per finire gli ultimi tornanti e lasciare a novembre il cantiere, dove sono già stati spesi 210 milioni. Poi sarà un’altra impresa a occuparsi dell’alesaggio dell’antico traforo. Almeno, tutto pareva andare in quella direzione. Ma due domeniche fa, Rixi è uscito con una nota sorprendente: «Il nuovo Tenda ha tutte le caratteristiche per l’utilizzo delle due corsie nei due sensi di marcia, come confermato anche dal Politecnico di Torino. Il ministero è disponibile a valutare la riconversione della galleria storica per la mobilità dolce e ciclabile». La proposta ha sollevato polemiche e una netta contrarietà del territorio: amministratori (anche francesi) e politici locali, insieme al Comitato di monitoraggio, hanno ribadito la necessità di ultimare l’opera: due tunnel gemelli e monodirezionali, come vuole il progetto iniziale e un accordo Italia-Francia del 2007. La posizione della sinistra e i cantieri «La mia era solo un’apertura verso una discussione condivisa - ha spiegato Rixi a La Stampa -. Se volete un po’ provocatoria, visto che chi, oggi, fa le barricate sulla seconda canna, fino a ieri era contrario. Mi sembrava che la sinistra avesse una posizione diversa». A chi si riferisce? «La parlamentare del Pd (non nomina Chiara Gribaudo, ndr) più volte ha detto che i lavori sono infiniti, che è uno spreco di denaro pubblico, che bisogna fare di qui e di là. Noi non ci siamo mai discostati dal progetto, ma eravamo disponibili a fare una valutazione sulle due ipotesi». Quali i vantaggi di un solo tunnel a doppio senso (ammesso che sia possibile) e lo storico riservato alle bici? «È un tema di tempi e di realizzazione. La mia preoccupazione era non far soffrire ulteriormente le due vallate. L’adeguamento all’impianto di ventilazione nell’attuale canna forse sarebbe l’unica modifica da fare, in pochi mesi. In un paio d’anni si completerebbe l’alesaggio della canna storica, contro i 4 previsti (di cui uno per la gara d’appalto) per rifarla ex novo, rendendola carrabile per il transito veicolare in caso d’emergenza e il passaggio ciclopedonale. Concluse le modifiche, avremmo avuto subito la doppia corsia. Invece, con il progetto originario e senza un accordo coi francesi, il semaforo rischia di starci almeno per altri 4 anni. Sempre che vada tutto bene». Eppure, il firmatario dello studio del Politecnico, ingegner Giuseppe Ferro, sostiene che il doppio senso si può fare solo in modalità «cantiere attivo». Cioè durante l’alesaggio. «Bisogna valutare le possibili interferenze con i lavori in corso», dice Rixi. Quell’idea di potenziare la ferrovia Fra gli altri punti a favore dell’idea «ecologista», il capitolo costi: «L’alesaggio costerà circa 140 milioni. Li avremmo usati in parte per altri lavori e sulla ferrovia Cuneo-Ventimiglia. A livello finanziario, mancano ancora 48,3 milioni, di cui 9,9 dall’Italia (cifra già richiesta al Mef e prevista nel Contratto di programma di Anas), 38,4 dalla Francia». Quindi osserva: «Le due canne identiche per me hanno un senso nella misura in cui si sfruttano appieno, anche con i mezzi pesanti. Ma i francesi, preoccupati da un possibile aumento di traffico, hanno ribadito che non sono disposti a togliere il divieto ai Tir in valle Roya». La sindaca di Tenda ha sollevato dubbi sul numero dei ciclisti, già oggi molto limitati sulla via alternativa dei «46 tornanti» al Colle di Tenda. «Si vede che non ha mai percorso quel tratto in sella a una bici. Non sono tutti Moser o Hinault. Il problema è che oggi gli unici collegamenti ciclabili tra Cuneese e Costa Azzurra sono i colli della Lombarda e Maddalena. All’arrivo della Vuelta a Limone, c’era molto interesse sulla ciclabilità in galleria. Per me, sarebbe stato meglio ottemperare le esigenze di tutti, tanto che ad Anas ho chiesto di analizzare pro e contro delle due soluzioni. Inutile, a questo punto». La stragrande maggioranza della comunità locale vuole il Tenda bis completo. «Da federalista, non deciderò mai contro la volontà dei sindaci. Al governatore Alberto Cirio ho ribadito l’intenzione del Governo di andare avanti con il vecchio progetto». E ne ha parlato lunedì, a Bruxelles, anche con il ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot, che ritroverà a fine mese a Cannes, al vertice Macron-Meloni. «Si è detto molto possibilista sui fondi che mancano. E arriveranno, perché la posizione del territorio è stata molto chiara. Dopodiché, lo dico adesso: non si può chiedere la seconda canna e il giorno dopo lamentarsi dei cantieri».
In bici nel Tenda? Solo una provocazione: “Avanti con i lavori, ma non lamentatevi dei cantieri”
Il vice di Salvini Edoardo Rixi: “Fondi stanziati e apriremo la gara d’appalto per costruire la seconda canna del tunnel”








