Un sistema sanitario regionale che viaggia a velocità opposte a seconda dell’esame diagnostico richiesto. È quanto emerge dal bilancio delle liste di attesa nel confronto tra i primi cinque mesi del 2025 e di quest’anno. I numeri mostrano un più 9% di prestazioni sanitarie erogate, con impennate straordinarie per alcune prestazioni salvavita, ma anche flessioni pesanti e diffuse. I picchi più significativi – oltre il 50% – si concentrano principalmente su due esami cruciali per la prevenzione: la densitometria ossea e la mammografia. L’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche (Aoum) fa registrare i balzi in assoluto più imponenti di tutta la regione in termini di prestazioni erogate: qui la densitometria schizza a un clamoroso +364,7% e la mammografia segna un +267,2%. Nella stessa struttura di Torrette si registrano dei forti rialzi anche per la scintigrafia (+81,3%) e la Tac (+77,1%). Trend altrettanto positivi si riscontrano nell’Ast di Macerata, dove la densitometria cresce del 298,6% e la mammografia dell’82,9%. Nell’Ast di Fermo densitometria +79,6%, ad Ancona +53,4% le mammografie.

Ma il segno meno caratterizza diverse prestazioni nella quasi totalità delle strutture marchigiane, tranne all’Aoum di Ancona. Il calo più drastico all’Ast di Ancona, dove le colonscopie crollano del 34,7%, all’interno di un quadro di flessioni che colpisce anche ecocolordoppler (-23,1%), Rx (-19,8%), risonanza magnetica (-13,6%) e Tac (-7%). Le radiografie convenzionali (rx) subiscono una forte contrazione anche nell’Ast di Fermo (-32,7%), che registra lievi flessioni pure per ecocolordoppler (-4,1%) ed ecografie (-1,4%). L’Inrca mostra fluttuazioni negative importanti, in particolare su ecografie (-28,4%), scintigrafie (-21,8%) e soprattutto sulle risonanze magnetiche (-19,5%), uno dei problemi principali della sanità marchigiana, a fronte di una flessione più contenuta per la Tac (-4,7%). All’Inrca in negativo le ecografie (-28,4%) e la risonanza magnetica (-19,5%). Più contenuto il calo delle Tac (-4,7%). Le riduzioni non risparmiano il sud e il nord della regione: l’Ast di Ascoli evidenzia passi indietro per risonanze (-18,3%), Tac (-16,7%) e colonscopie (-7,9%), mentre l’Ast di Macerata rileva cali diffusi su risonanze (-17,5%), Rx (-17,2%), ecocolordoppler (-17%) ed ecografie (-13,3%). L’Ast di Pesaro-Urbino mostra una situazione più stabile, facendo registrare un unico valore negativo, limitato al -8,7% di risonanze magnetiche.