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Redazione Buone Notizie

Nata a Londra, recupera e riutilizza legno, mattone, vetro, ma anche porcellana e acciaio che rischiano di essere gettati e diventano oggetti di arredo: crea una filiera rigenerativa evitando che moltissima materia prima finisca in discarica. L'ultimo lavoro per la nuova torrefazione a impatto zero HEJ Coffee Roastery su Old Kent Road (nella foto alcuni giovani di Yes Make sulla sequoia)

È una brillante operazione di recupero e riutilizzo e a Londra sta garantendo che ogni prezioso elemento o scarto in legno, mattone, vetro, porcellana e anche acciaio che ha reso bella la città possa continuare a farlo con una seconda vita nell'ambito dell'economia circolare. A realizzarla è la associazione Yes Make che sta creando oggetti utilizzando materiali che finirebbero in discarica. «Questa è una filiera rigenerativa per la città che amiamo», ha dichiarato al Guardian Joel De Mowbray, fondatore di Yes Make. «Trasformiamo oggetti che altrimenti andrebbero sprecati in oggetti con un potenziale culturale». Yes Make opera in sinergia con Material Cultures, che ha svolto un ruolo altrettanto importante nella ricerca di una sede nel costoso mercato immobiliare londinese per gestire un deposito di materiali di recupero e l’ha trovata in un ex sito industriale dismesso nel quartiere di Newham a Londra, chiamato Tipping Point East. Il più grande sito di tutto il Regno Unito. Oltre la metà dei rifiuti del Regno Unito è prodotta dal settore edile. Una parte viene riciclata, ma non abbastanza per i gusti di De Mowbray, soprattutto dopo aver visto cosa andava sprecato: come una sequoia di 105 anni proveniente dall'Arboreto di Linford (nella foto).