Imola, 10 giugno 2026 – Sabato sera, discoteca Acque Minerali di Imola. È il 7 giugno, la scuola è finita quella mattina e tutti sono pronti per l’evento più atteso dell’anno per ogni ragazzino della zona: la grande festa delle scuole. Un ragazzo di 16 anni si mette in fila, in mano il biglietto acquistato online, quella sera si terrà il concerto di un rapper strapopolare tra i giovanissimi: ma non riuscirà mai a entrare. Come racconta nella denuncia ai carabinieri (è assistito dall’avvocato Matteo Murgo) all’ingresso l’hanno messo in una specie di fila separata. “Mi sono subito reso conto che qualcosa non andava, attorno a me c’erano solo nordafricani, mulatti e neri, e persone moleste”. Anche lui – nato a Imola nel 2010 da mamma italiana e papà africano – ha la pelle mulatta. “È stato umiliato – dice la mamma del ragazzo –, non dovrebbero mai succedere queste cose, soprattutto nel 2026. Stiamo tornando indietro”.
La discoteca: “Da noi non esistono doppie file separate. Tutto falso”
“Da noi non esistono doppie file per separare tipologie di persone – spiega invece Mattia Malpassi, gestore della discoteca – e trovo grave e disarmante solo il fatto che qualcuno possa pensarlo. Non c’è nessun tipo di selezione o discriminazione, e basta guardare un album fotografico di una qualsiasi nostra serata per averne la prova. Unico fine dell’organizzazione è la sicurezza, sono i buttafuori (servizio appaltato a una società esterna) che decidono chi resta in attesa in base a precedenti della persona in altri locali oppure se in stato di alterazione. File diverse in base al colore della pelle? Fa venire i brividi solo a pensarlo. Sono accuse false”.











