HomePistoiaCronacaL’antenna che fa discutere. Massa e Cozzile, il Tar dà il via libera: sarà vicino al Santuario“Pubblica utilità”: accolto il ricorso per la stazione radiobase nell’area collinare. Niccoli si dice rammaricata: “La legge in questi casi non tutela gli enti locali”L’antenna che fa discutere sarà vicino al SantuarioRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMassa e Cozzile, 10 giugno 2026 – La stazione radiobase, ovvero l’antenna, potrà essere installata nelle vicinanze del Santuario di Croci. Il Pnrr e il potenziamento delle reti mobili a tecnologia 5G prevalgono sui regolamenti urbanistici locali e sulle tutele paesaggistiche sprovviste di un vincolo formale. Così ha sancito la prima sezione del Tar della Toscana, che con la sentenza numero 01140 pubblicata ieri ha accolto il ricorso di Inwit. La magistratura amministrativa ha così annullato il blocco che il Comune di Massa e Cozzile aveva imposto alla realizzazione di una nuova stazione radiobase nell’area collinare.

La vicenda è iniziata nell’estate del 2025, quando il colosso delle infrastrutture wireless, assistito in giudizio dai legali Francesco Saverio Cantella, Filippo Lattanzi e Jacopo D’Auria, ha presentato un’istanza per installare un’antenna strategica, inserita nel piano nazionale Italia 5G per la copertura delle aree a fallimento di mercato. Sulla pratica, visto il trascorrere dei termini, si è formato il silenzio-assenso, ma a dicembre il Comune, assistito nella causa dall’avvocato Franco Arizzi, ha deciso di annullare l’atto in autotutela. L’amministrazione locale ha recepito il no della commissione paesaggistica: l’impianto, secondo i tecnici, deturperebbe la ruralità dei luoghi e la visuale del vicino Santuario di Croci, violando l’articolo 113 del piano operativo comunale sulle trasformazioni dei terrazzamenti storici. Nel braccio di ferro davanti ai giudici sono entrati anche i dicasteri romani, trattandosi di fondi europei legati alla presidenza del consiglio dei ministri, al ministero delle imprese e del Made in Italy (Mimit) e al ministero per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il Pnrr, tutti costituitisi in giudizio e rappresentati ex lege dall’avvocatura distrettuale dello Stato. Non si sono invece costituite le società a responsabilità limitata pubbliche Infratel e Invitalia.