««Charlot è un vagabondo, un gentiluomo, un poeta, un sognatore, un uomo solitario, sempre speranzoso di romanticismo e avventura.» Con queste parole Charlie Chaplin descrisse il personaggio de Il Vagabondo — in Italia Charlot — al produttore americano Mack Sennett. Un uomo che si muove spensierato sul filo che separa dramma e comicità. Un uomo che è specchio della società, dei suoi problemi e delle sue esigenze. Per questo, forse, 429 persone si sono riunite con bombetta nera, baffi a spazzolino e bastone da passeggio sulle rive del lago di Ginevra. Il 7 giugno a Corsier-sur-Vevey, in Svizzera, un esercito di Charlot si è riunito per celebrare il decimo anniversario di Chaplin’s World, il museo dedicato alla vita e all’arte di Charlie Chaplin. Il luogo dove il grande comico visse gli ultimi trent’anni della sua vita.

Persone vestite da “Vagabondo” durante un evento per celebrare il decimo anniversario del museo Chaplin’s World a Corsier-sur-Vevey, Svizzera. (Getty Images)

Un record che vale (quasi) doppio

Il raduno non ha battuto il Guinness World Record del 2017, quando furono 662 i sosia a sfilare in costume, ma poco importa. A più di quarant’anni dalla morte di Chaplin – scomparso proprio a Corsier-sur-Vevey nel 1977 – il mondo non solo non lo ha dimenticato, ma continua a volersi letteralmente mettere nei suoi panni.