Genova – “Forza Marassi !”. Il coro è lo stesso che tante volte a pochissimi metri di distanza i tifosi hanno intonato durante le partite, ma questa volta a cantare sono i detenuti della casa circondariale per incitare i propri compagni impegnati nel campo da calcio e nella gara podistica fuori e dentro i muri di cinta. Anche quest’anno si è tenuta la Vivincittà, un appuntamento divenuto ormai fisso per la città di Genova e che fa entrare dentro al carcere atleti e sportivi e “uscire” i detenuti in quello che è un chilometro e mezzo di libertà. Dal 2012 – eccetto soltanto due anni del Covid – ogni anno a giugno Uisp organizza un doppio appuntamento: un torneo “all’italiana” di calcio a cinque e una corsa di tre giri lungo il perimetro della struttura detentiva. Questa volta a tagliare il traguardo per primi sono stati tre detenuti: Ben Allaoui Mohammed, Aofour Soufian e Aymen Gouidhaoui, staccando quasi di un giro gli altri partecipanti. Per loro lunghi applausi, abbracci dei compagni e strette di mano da parte dei corridori presenti: tra loro ci sono alcuni veterani che non si perdono un’edizione, come la maratoneta Emma Quaglia.
Questo, infatti, rappresenta un appuntamento molto atteso, spiega Tommaso Bisio, presidente di Uisp Liguria, “dato che si tratta di un momento di grande arricchimento personale, in cui si cerca di esprimere solidarietà e di far sentire incluse le persone che, dopo aver già espiato parte della loro condanna, stanno già vivendo in regime di semilibertà, in attesa di tornare alle loro vite”. Molti dei trenta detenuti selezionati per partecipare a questa giornata sono volti nuovi rispetto alla precedente edizione: nell'ultimo anno, infatti, diversi partecipanti hanno terminato di scontare la pena e sono stati rilasciati. C’è ancora qualcuno che un anno fa aveva corso o giocato a calcio, ma per loro oggi è un momento di festa e i pensieri si annullano lasciando spazio solo allo sport, alla fatica e alla soddisfazione di compiere un’impresa, che sia fare gol o fare un buon tempo.








