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In un mondo in cui regna il radicalismo democratico e c’è una corrente di pensiero che va sotto l’etichetta “cancel culture”, nelle università americane non è possibile affrontare lo studio di poemi antichi come “Le metamorfosi”, considerate un manuale dello stupro».Marina Valensise, consigliere delegato della Fondazione Inda, spiega in poche parole la missione della Fondazione Istituto nazionale del dramma antico: «Tutto il mito classico si fonda sulla violenza nei confronti delle donne e sul sopruso degli dei e la resistenza che gli umani oppongono al capriccio degli dei. Noi abbiamo il compito di custodire questo patrimonio e farlo conoscere nella sua verità. In America non si può mettere in scena l’Antigone per le frasi contro le donne, noi non esercitiamo alcuna censura ma diffondiamo la conoscenza nella sua verità». Il modo migliore per presentare «Le Metamorfosi» da Ovidio, coprodotto dal Parco archeologico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai e dalla Fondazione Inda e che debutterà domenica 21 giugno nell’insolito e suggestivo scenario della Latomia del Paradiso.
Lo spettacolo, per la traduzione di Caterina Mordeglia, con l’adattamento drammaturgico di Francesco Morosi, è firmato da Giuliano Peparini, che ha preannunciato un “viaggio” che condurrà alla scoperta di un luogo meraviglioso e di storie appassionanti. «Le Metamorfosi saranno un progetto che coinvolgerà tanti giovani talenti – ha detto Peparini – e daremo loro la possibilità di potersi esprimere in un luogo unico. Mettere in scena questo spettacolo vuol dire dare l’opportunità alle persone di uscire dalla realtà e vivere un momento magico».












