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"Cari fratelli e sorelle, è con questo spirito che anche noi, in un mondo dilaniato da guerre e divisioni, in una società sempre più frammentata e individualistica, vogliamo essere 'martiri', cioè testimoni e profeti, di unità, di accoglienza, di concordia e di pace, anche a costo di sacrifici e rinunce". Lo ha detto Papa Leone XIV per la celebrazione della Preghiera dell'Ora Media nella Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia di Barcellona. "Come la Vergine Eulalia e tanti altri Martiri, vogliamo rispondere il nostro 'sì', pronti dove necessario, a morire a noi stessi, a perderci per ritrovarci, a rinunciare a ciò che è superfluo per costruire su ciò che è essenziale e dura per sempre", ha rimarcato il Pontefice.
"Come in un corpo, anche tra noi ci sono membra più forti e altre più deboli, alcune visibili, che svolgono funzioni evidenti all'esterno, altre nascoste, che agiscono dal di dentro, in alcuni casi non fermandosi mai e assolvendo funzioni vitali, senza che nessuno nemmeno se ne accorga", ha sottolineato il Papa , spiegando che "sono molte le immagini con cui potrebbero illustrare la varietà e l'importanza dei ruoli e delle missioni che incontriamo tra noi, ma il messaggio", ha detto, "è sempre lo stesso: nella ricchezza dei doni ricevuti, siamo forti perché uniti, e siamo uniti perché animati dallo stesso Spirito, lo Spirito di Cristo, che è Spirito di comunione per la salvezza di tutti". "È importante, perciò", ha avvertito, "non permettere che nulla distrugga l'unità in cui Dio ci ha costituito e verso la cui pienezza ci conduce giorno per giorno".








