CITTA’ DEL VATICANO. «Il tratto fondamentale del volto di Dio è quello della totale gratuità del suo amore, per cui si presenta a noi disarmato e disarmante, nudo, indifeso come un neonato nella culla- afferma Leone XIV-. Il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma piuttosto sforzandosi instancabilmente di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura». Nella basilica di San Pietro il Papa celebra la messa nella solennità della Madre di Dio e nella ricorrenza della 59esima Giornata Mondiale della Pace sul tema “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”. Sottolinea Robert Francis Prevost: «Oggi inizia il nuovo anno civile e la liturgia ci offre il testo di una bellissima benedizione: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Essa segue, nel libro dei Numeri, le indicazioni circa la consacrazione dei Nazirei, a sottolineare, nel rapporto tra Dio e il popolo d’Israele, la dimensione sacra e feconda del dono».
(reuters)
Fine della tirannia
«L’uomo offre al Creatore tutto ciò che ha ricevuto e Questi risponde volgendo su di lui il suo sguardo benigno, proprio come ai primordi del mondo – osserva il Papa-. Del resto il popolo d’Israele, a cui questa benedizione si rivolgeva, era un popolo di liberati, di uomini e donne rinati dopo una lunga schiavitù grazie all’intervento di Dio e alla risposta generosa del suo servo Mosè. Era un popolo che in Egitto aveva goduto di alcune sicurezze – il cibo non mancava, così come un tetto e una certa stabilità –, a costo però di essere schiavo, oppresso da una tirannia che chiedeva sempre di più dando sempre di meno». Aggiunge il Pontefice: «Ora, nel deserto, molte delle certezze passate erano andate perdute, ma in cambio c’era la libertà, che si concretizzava in una strada aperta verso il futuro, nel dono di una legge di sapienza e nella promessa di una terra in cui vivere e crescere senza più ceppi e catene: insomma, in una rinascita». Così, all’inizio del nuovo anno, «la liturgia ci ricorda che ogni giorno può essere, per ciascuno di noi, l’inizio di una vita nuova, grazie all’amore generoso di Dio, alla sua misericordia e alla risposta della nostra libertà».










