di
Valentina Rorato
Con il diabete si può fare tutto, anche vincere il Roland Garros come ha dimostrato Alexander Zverev. Il docufilm «Montagne Russe» racconta la storia di un bimbo di 6 anni tra sport, scuola e socialità
Il diabete di tipo 1 nei bambini arriva spesso come una doccia fredda per le famiglie, poiché la gestione di una malattia cronica rivoluziona i ritmi quotidiani non solo del piccolo paziente. Scuola, sport, socialità: ogni aspetto della vita deve trovare una nuova armonia. Lo sanno bene Davide, che a soli 6 anni ha scoperto di avere il diabete, e il suo papà Gianni Azzinari, tra i protagonisti di «Montagne russe», il docufilm girato da Donatella Romani e Roberto Amato, realizzato con il contributo non condizionante di MiniMed Medtronic e disponibile in streaming su Amazon Prime Video. «Montagne russe» racconta la fatica della gestione e dell’accettazione della malattia e, attraverso diverse testimonianze, invita i ragazzi a non perdere la speranza: con il diabete si può fare tutto.
La diagnosi: il momento più difficile«Si apre un mondo complesso per la famiglia, soprattutto perché circa il 95% delle nuove diagnosi non presenta alcuna familiarità con il diabete di tipo 1», racconta Davide Tinti, pediatra diabetologo dell’Ospedale Regina Margherita. «I genitori inizialmente si trovano smarriti; non hanno gli strumenti per comprendere subito la cronicità della patologia o il suo carattere autoimmune. Il nostro compito terapeutico, fin dal primo giorno, è quello di non raccontare mai bugie ai bambini, ma spiegare le cose come stanno usando termini adeguati alla loro età. Al contempo, cerchiamo di trasmettere fin da subito un messaggio di forte positività: il diabete non si può guarire, ma si cura, e le terapie funzionano molto bene».











