Alexander Zverev a Parigi mentre si inietta una dose di insulina: il tennista tedesco ha il diabete di tipo 1. A destra il dottor Paolo di Bartolo, responsabile del programma di assistenza diabetologica dell’Ausl RomagnaRavenna, 9 giugno 2026 – Paolo Di Bartolo, diabetologo e responsabile del programma di assistenza diabetologica dell’Ausl Romagna, domenica non ha perso un secondo della finale del Roland - Garros, che ha visto trionfare Alexander Zverev. Il mondo intero ha visto il campione tedesco, con diabete di tipo 1, iniettarsi l’abituale insulina in campo.
Professor Di Bartolo, Zverev ha dimostrato che diabete di tipo 1 e sport ad altissimo livello possono convivere. In che modo?
“È un tema di grande attualità. Zverev ha 29 anni e ha incontrato il diabete di tipo 1 da bambino, a 4 anni, come accade spesso. Si deve autosomministrare l’insulina quattro o cinque volte al giorno e, naturalmente, deve misurare la glicemia per verificare che i valori siano ottimali. La grande difficoltà per chi pratica uno sport così strenuo, ieri Zverev ha giocato per 5 ore, è mantenere un valore di glicemia ideale che non ‘scenda’ troppo, né sia eccessivamente ‘alto’. È un gioco di equilibrio complesso che richiede una grandissima conoscenza di se stessi e ovviamente la presenza di un team sanitario competente. Oggi ci sono metodi e sistemi meno invasivi di misurazione per chi ha il diabete 1“.










