Il tennista tedesco ieri ha trionfato al Roland Garros, realizzando un'impresa sportiva mai compiuta prima da una persona con diabete. Dal 2022, ha raccontato in alcune occasioni la sua convivenza con la malattia diagnosticata all'età di quattro anni: "Ho sempre provato un po' d'insicurezza, ho cercato di nasconderla. Oggi sono orgoglioso però di essere diventato un riferimento per i ragazzi che mi vedono come un esempio"
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"Ci sono due partite che si giocano contemporaneamente: quella che tutti vedono e quella che sento solo io". Sono parole di Alexander Zverev, e la seconda partita a cui si riferisce è quella che affronta quotidianamente nella convivenza con il diabete di tipo 1. Il campione tedesco, numero 3 al mondo, ieri ha trionfato al Roland Garros, battendo l'italiano Flavio Cobolli e realizzando un'impresa sportiva mai compiuta prima da una persona con diabete.
Quella "seconda partita" è per lo più invisibile, ha spiegato Zverev a inizio 2026 in un'intervista a Reuters, e si gioca nei momenti di pausa tra un punto e l'altro e durante i cambi di campo. "Può trattarsi di una cosa semplice come decidere quando bere un sorso dalla mia borraccia o quando assumere un gel energetico", in base al valore della glicemia nel suo sangue. E, se necessario perché il glucometro segnala un'iperglicemia, somministrarsi insulina tramite un'iniezione sottocutanea. "Da fuori sembra un normale cambio di campo, ma io sto già programmando il successivo", ha spiegato.











