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Daniela Polizzi

Dopo la tregua tra Leonardo Maria e Rocco Basilico si attende il passaggio chiave dell’assemblea di Delfin che innalzerà all’80% il tetto delle cedole. Il nodo delle partecipazioni bancarie

Adesso si tratterà di tradurre in accordi scritti tra Italia e Lussemburgo, un impegno dei legali delle due parti che dovranno smontare le cause incrociate tra gli eredi Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico. Ma l’intesa annunciata informalmente la scorsa settimana dai due soci — il primo è figlio di Leonardo Del Vecchio e di Nicoletta Zampillo, il secondo è frutto dell’unione della stessa Zampillo con il banchiere Paolo Basilico — di ritirare le rispettive azioni legali apre la strada alla chiusura di una fase durata quattro anni di dissapori e controversie nell’ambito della successione di Delfin, la cassaforte di famiglia del valore di 45 miliardi a prezzi di mercato. Certo, si tratta solo di un accordo verbale, come sottolineano fonti vicine a Rocco Basilico che però quella pace l’ha sempre cercata. Ora andrà messo tutto nero su bianco.

La possibile rinunciaLeonardo Maria dovrebbe rinunciare alla causa verso Rocco e verso la madre Nicoletta Zampillo intentata lo scorso autunno sul passaggio dell’usufrutto, oltre alla nuda proprietà sul 12,5% di Delfin allo stesso Rocco avvenuto tre giorni dopo la morte di Leonardo Del Vecchio. Se così sarà, Rocco vedrà confermata la sua posizione di pieno proprietario della sua quota. Nello stesso tempo, dovrà però rinunciare al ricorso sull’invalidità dell’assemblea del 27 aprile, che aveva approvato, con una maggioranza di 6 su 8 eredi prevista dallo statuto (8 su 8), il passaggio del 25% della Delfin dai fratelli Luca e Paola Del Vecchio alla finanziaria Lmdv Fin che fa capo a Leonardo Maria. Se, come sembra, tutto andrà in quella direzione, il quadro della successione riceverà un colpo di acceleratore e il quarto figlio del fondatore potrà portare avanti il progetto che lo vede impegnato ad acquistare da Luca e Paola le quote e salire al 37,5% di Delfin.