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Silvia Morosi

Il provvedimento nell’ambito del primo programma di riconversione professionale mai realizzato in città da Humane World for Animals

A pochi giorni dall’inizio del controverso Festival della carne di cane di Yulin - evento annuale che si tiene ogni 21 giugno nel Guangxi (Cina), in occasione del solstizio d'estate - gli attivisti per la protezione degli animali hanno ottenuto la chiusura definitiva di un mattatoio di cani nell’ambito del primo programma di riconversione professionale mai realizzato in città. Nove sono stati salvati: tre indossavano ancora il collare ed erano animali domestici rubati (un Labrador, ribattezzato An An dai soccorritori, un beagle ora chiamato Moli e un barboncino a cui è stato dato il nome Lian). Stanno ricevendo le cure veterinarie necessarie prima di essere trasferiti in un rifugio gestito dall'organizzazione per la protezione degli animali Vshine dove saranno sottoposti a quarantena, vaccinati e sterilizzati prima di essere affidati in adozione a famiglie del territorio.

Vshine, con il sostegno di Humane World for Animals, ha raggiunto un accordo giuridicamente vincolante con il proprietario per la chiusura definitiva della struttura, dove negli anni sono stati eliminati oltre 15mila cani: il macello riforniva, infatti, di carcasse ristoranti e mercati collegati al Festival, lanciato nel 2010 dai commercianti per incentivare i consumi e aumentare le vendite. Il proprietario sta ora valutando di avviare una nuova impresa nel settore del catering, con colazioni a base di porridge di riso, frittelle e panini al vapore. «Non vedo l’ora di iniziare una vita più tranquilla. Ho macellato cani per quasi vent’anni. È un’occupazione dura e degradante, che non mi ha mai fatto sentire bene. Inoltre, oggi sempre meno persone consumano carne di cane, quindi, per me è diventato difficile mantenere la mia famiglie», ha raccontato l'uomo, identificato con uno pseudonimo, sottolineando come molte altre attività legate al commercio di carne di cane a Yulin sceglierebbero di chiudere se potessero contare su un supporto di questo tipo. «È stato profondamente sconvolgente entrare in questo macello di cani. Questo commercio crudele e degradante non ha posto nella Cina moderna e il Festival di Yulin rappresenta una macchia sulla reputazione internazionale del Paese», ha spiegato Chen Xiaolei di Vshine.