Nel 2025 i nove paesi dotati di armamenti nucleari hanno speso quasi 119 miliardi di dollari per i loro arsenali nucleari facendo segnare un +19% rispetto all’anno precedente. Lo rivela il rapporto “Premeditated: Nuclear Weapons Spending in 2025” diffuso dalla International campaign to abolish nuclear weapons (Ican), organizzazione insignita del premio Nobel per la Pace nel 2017, che ha analizzato le spese di Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito, Francia, India, Pakistan, Israele e Corea del Nord. A guidare la classifica sono gli Stati Uniti, il paese che ha speso di più e che ha fatto registrare il maggiore incremento, un netto +22%.Ad aprile un altro rapporto dello Stockholm international peace research institute (Sipri) aveva denunciato un incremento della spesa militare globale nel 2025 del 2,9% rispetto al 2024, con 2.887 miliardi di dollari complessivi.L’aumento della spesa nucleareSono 3.768 dollari al secondo, 226.069 dollari al minuto, i soldi spesi dalle nove potenze nucleari nel 2025 per i loro arsenali. Il risultato finale parla di 118,8 miliardi di dollari spesi in armi nucleari durante l’anno scorso, ben 16,8 miliardi in più rispetto al 2024, vale a dire un aumento del 19% della spesa.L’analisi della International campaign to abolish nuclear weapons (Ican), coalizione globale di organizzazioni non governative attiva in oltre 100 paesi che ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2017 per il suo ruolo nel raggiungimento del Trattato delle Nazioni Unite sulla Proibizione delle Armi Nucleari, rivela che è in corso la più grande corsa agli armamenti nucleari dai tempi della guerra fredda. I dati aumentano anno dopo anno e prendendo in considerazione la spesa dal 2020 si arriva alla spesa record di 471 miliardi di dollari.A guidare la spesa ci sono gli Stati Uniti, che nel 2025 hanno speso oltre 69 miliardi di dollari in armi nucleari, un aumento del 22% rispetto al 2024. Come sottolinea il report, Washington da sola spende più di tutti gli altri otto paesi messi insieme e la cifra stanziata per il nucleare militare nel 2025 sarebbe bastata a coprire 19 volte l’intero bilancio annuale delle Nazioni Unite. Al secondo posto c’è la Cina, con una spesa annuale di 13,5 miliardi e un aumento del 7%, mentre sul gradino più basso del podio si posiziona il Regno Unito, che ha speso 12,6 miliardi di dollari con un incremento notevole del 17% rispetto all’anno prima. Tra gli stati direttamente coinvolti nelle crisi geopolitiche in corso si segnala la spesa della Russia, 9,5 miliardi di dollari con un aumento del 6%, e di Israele, 1,2 miliardi con un incremento del 2%. La Corea del Nord nel 2025 ha speso 656 milioni di dollari in armi nucleari, con un aumento del 4%.Pronti all’uso“In un’epoca in cui il costo della vita sale vertiginosamente e cibo e carburante sono inaccessibili per milioni di persone, è impensabile che questi nove stati spendano miliardi per una falsa promessa di sicurezza. Le armi nucleari non possono essere usate senza causare una catastrofe, e la falsa logica della deterrenza nucleare ci chiede di affidarci ai nostri nemici per la nostra stessa sopravvivenza”, ha denunciato Susi Snyder, Direttrice dei Programmi dell’Ican. Mentre Alicia Sanders-Zakre, co-autrice del rapporto, ha evidenziato che i nove stati “hanno in programma di mantenere e modernizzare le proprie forze nucleari per i decenni a venire, distogliendo miliardi e miliardi di dollari da reali bisogni di sicurezza umana”.La corsa agli armamenti nucleari sta facendo salire la tensione internazionale in un momento già molto difficile per i numerosi conflitti in corso. Secondo lo Stockholm international peace research institute (Sipri) a gennaio 2026 si contavano 12.187 testate nucleari totali nel mondo e di queste 4.012 erano già schierate su missili e aerei pronti all’uso e tra le 2.100 e 2.200 mantenute in stato di massima allerta operativa. Una questione che riguarda anche l’Italia: le basi di Aviano, in provincia di Pordenone, e di Ghedi, in provincia di Brescia, ospitano bombe nucleari statunitensi B61-12 nell’ambito del programma di “nuclear sharing” della Nato e altre centinaia di bombe sono attualmente dislocate in altre basi all’interno dell’Unione europea.Sforzi di de-escalation“Il mondo sta percorrendo la strada sbagliata”, denuncia la Rete italiana pace e disarmo, organismo di coordinamento di diverse realtà italiane impegnate sui temi della pace. “La corsa agli armamenti nucleari non rende nessuno più sicuro ma al contrario aumenta il rischio di una catastrofe nucleare per errore di calcolo, per incidente tecnico o per escalation di conflitti convenzionali”.Tra le richieste dell’organismo italiano c’è che l’Italia ratifichi il Trattato Onu sulla Proibizione delle Armi Nucleari, già firmato da 94 paesi e in vigore dal 2021, unendosi ai 73 stati che lo hanno già ratificato; che il governo italiano avvii una discussione parlamentare trasparente e pubblica sulla presenza di armi nucleari sul territorio nazionale e sui costi della partecipazione italiana al “nuclear sharing” della NATO e che l’Italia sostenga in tutte le sedi internazionali una politica attiva di de-escalation nucleare.Il report dell’Ican giunge a poche settimane da un’altra indagine della Stockholm international peace research institute (Sipri) sulla spesa militare a livello globale. Nel 2025 l'aumento di spesa è stato del 2,9% in termini reali rispetto al 2024 e tra le aree dove questo incremento è stato più marcato c’è l’Europa, con una spesa di 864 miliardi di dollari e +14% rispetto al 2024. L’Italia, con un +20%, è stato tra i paesi dove l’aumento di spesa è stato tra più alti rispetto al 2024. Sempre il Sipri nei giorni scorsi ha sottolineato che gli stati dotati di armi nucleari si stanno allontanando dagli impegni sul disarmo nucleare a favore della modernizzazione e del potenziamento dei propri arsenali.
La corsa agli armamenti nucleari è ufficialmente ripartita, nel 2025 è stato speso il 19% in più del 2024
Un rapporto dell’International campaign to abolish nuclear weapons (Ican) fissa a 119 miliardi di dollari la spesa per gli armamenti nucleari dei nove paesi dotati di queste armi nel 2025. Gli Stati Uniti spendono più di tutti










