Secondo un nuovo rapporto, gli Stati hanno speso ulteriori 16,8 miliardi di dollari per i loro arsenali nucleari nel 2025
Centodiciannove miliardi di dollari. È la cifra che nel 2025 i nove Paesi dotati di armi nucleari hanno destinato ai propri arsenali atomici. Una somma enorme che, secondo le stime dell’ONU, sarebbe sufficiente a finanziare il piano globale per sradicare la fame entro il 2030 e, allo stesso tempo, a rafforzare la resilienza climatica di una parte consistente dei Paesi più vulnerabili del pianeta.
A dirlo è l’ultimo rapporto dell’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN), l’organizzazione premio Nobel 2017 secondo cui quegli Stati dotati di armi atomiche hanno aumentato i propri investimenti del 19% rispetto all’anno precedente, stanziando 16,8 miliardi di dollari in più per alimentare una nuova corsa agli armamenti.
Una vera e propria impennata che ben rispecchia anche i dati dello Stockholm International Peace Research Institute, il SIPRI, per cui – anche se il numero totale di testate a livello globale è leggermente diminuito (12.187 unità all’inizio del 2026), la quantità di ordigni pronti per un potenziale utilizzo immediato è salita a 9.745.
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