Crollo del riposo delle donne dopo i 50 anni
Roma, 9 giu. – Trascorriamo un terzo della vita a dormire. Una persona di 75 anni ne ha trascorsi circa 25 tra le braccia di Morfeo. Eppure, nonostante il sonno sia un bisogno primario e fondamentale per la salute fisica e psichica, il riposo degli italiani — e degli occidentali in generale — è sempre più compromesso. Il 16% della popolazione mondiale soffre di insonnia, il 60% degli americani e il 50% degli europei sembra non dormire a sufficienza. Una epidemia, con numeri che crescono e ricadute gravi sulla salute e che risentono di marcate differenze tra i generi. È quanto emerso dal workshop “Sogni d’oro”, organizzato dall’Osservatorio MOHRE nell’ambito dei Sanidays.
Uomini e donne: un sonno diverso
Non solo qualità, ma anche quantità: il sonno di uomini e donne si differenzia in maniera significativa. La durata del riposo femminile diminuisce con l’età, con un crollo dopo i cinquant’anni, mentre gli uomini tendono a dormire di più.
Ma è nella qualità del sonno che le disuguaglianze di genere si fanno più evidenti e preoccupanti.







