Qual è, in questi tempi difficili, lo stato di salute della provincia italiana? Se dovessimo giudicare solo a partire dalla situazione di Mantova la risposta sarebbe senza dubbio molto positiva. Certo, si tratta di una città della ricca pianura Padana, con un capitale culturale straordinario rispetto a molte altre realtà locali italiane. Tuttavia, non è affatto scontato registrare che a Mantova, a differenza di altri comuni settentrionali più popolosi come Ravenna, Pavia e Modena, il centro storico sia ancora oggi il cardine della vita diurna e notturna cittadina.
Un appuntamento fisso, che contribuisce, ormai da quattordici anni, a rendere viva questa città, al netto del viavai dei turisti “classici”, è il festival internazionale di musica da camera “Trame sonore”. Fondata dal violinista Carlo Fabiano - il direttore artistico che sin dal 1981 è l’anima dell’Orchestra da Camera di Mantova - questa importante manifestazione riunisce nella città gonzaghesca il fior fiore della comunità musicale italiana e straniera. Con una scommessa assolutamente vincente, che è quella del connubio tra la musica, che a Mantova ha una tradizione nobilissima - basti ricordare la rappresentazione nel 1607 del primo capolavoro della storia del melodramma, l’Orfeo di Monteverdi - e gli eccezionali luoghi d’arte che costellano la città, a partire da Palazzo Ducale e da Palazzo Te. Così, al pubblico, nell’arco di diversi giorni, cadenzati da una fitta sequenza di concerti, viene offerta l’impagabile esperienza di ascoltare Mozart in uno dei teatri più belli del mondo - il settecentesco Teatro Bibiena -, dove lo stesso geniale compositore si esibì all’età di quattordici anni, o di assistere alle esecuzioni di virtuosi della musica, ammirando gli affreschi di Giulio Romano a Palazzo Te o l’austerità della romanica Rotonda di San Lorenzo. Il tutto in un clima amichevole e informale, molto lontano dall’atmosfera ingessata e autocompiaciuta che caratterizza la fruizione della musica classica nei grandi teatri internazionali.












