Sono sbarcate a Mantova per una tre giorni in cui si mescolano alle decine di musicisti ospitati fino al 2 giugno al festival Trame Sonore, con musica che risuona in decine di spazi della città d’arte, presa d’assalto dagli appassionati della musica da camera. Si chiamano Ragazze Quartet e sono un quartetto d’archi olandese: Rosa Arnold, il primo violino, ha costruito assieme a Ruña’t Hart, violino, Annemijn Bergkotte, viola e la violincellista Rebecca Wise il programma dei tre concerti mantovani.
Da dove siete partite?
Volevamo catturare l’attenzione del pubblico con qualcosa che ci rappresentasse come artiste. Trame sonore è un festival bellissimo ma il formato, programmi di trenta minuti , è inusuale. Amando combinare pagine rare a capolavori molto amati, ieri abbiamo incrociato due movimenti del famoso, bellissimo Quartetto Americano, il n. 12 di Dvorák, con due del Quartetto n. 2 di Florence Price (1887-1953), stupenda compositrice afroamericana che solo oggi viene riscoperta. Nonostante le difficoltà impensabili all’epoca per una donna e in più nera, la qualità della sua musica aveva già fatto breccia, perfino la musica sinfonica. Merita decisamente più attenzione.
Quando avete deciso di dedicarvi alla nuova musica e alle partiture più rare?









