Hanno preso il via ieri a Bonn i negoziati internazionali sul clima finalizzati a porre le basi per i futuri vertici globali, in primis per la definizione dell’agenda della COP31 che si svolgerà in autunno in Turchia. Questi incontri dell’Unfccc si configurano come lo snodo tecnico essenziale per tradurre in interventi reali gli impegni assunti all’interno dell'Accordo di Parigi, concentrandosi in particolar modo sull’attuazione dei piani di finanziamento e sulla definizione degli indicatori di adattamento. Durante la giornata di apertura, il segretario esecutivo dell’Onu per il Clima, Simon Stiell, ha lanciato un forte monito definendo la gestione della crisi climatica come l’impresa più ardua e al contempo decisiva mai affrontata dal genere umano. Ha ammesso che la transizione può sembrare «lontana e astratta» per molti, ma ha ricordato che fermare la crisi climatica è la sfida «più difficile ma più importante che l’umanità abbia mai dovuto affrontare». Stiell ha avvertito che gli gli eventi meteo estremi e i costi dei combustibili fossili alimentano l’inflazione, minando la sicurezza. Per preparare la strada verso i futuri vertici, ha tracciato una road map costruitta attorno a tre punti cardine: il primo consiste nello snellire i processi burocratici dell’Onu per i finanziamenti; il secondo nella necessità di sbloccare i negoziati chiave su fondi e adattamento; il terzo è finalizzato ad «avvicinare l’azione climatica all’economia reale» per renderne tangibili i benefici. L’obiettivo ultimo è evitare che il pianeta superi punti di non ritorno climatici irreversibili e letali, promuovendo una cooperazione internazionale solida capace di garantire la prosperità a lungo termine.