Il keynote di apertura della WWDC è finito da poche ore, la nostra WWDC 2026 è appena iniziata: prima una sessione dedicata all'IA, dove Apple è scesa nei dettagli dell'architettura e dei modelli e poi un altro keynote, più tecnico, dove abbiamo capito come le novità IA di Apple si integrano con il lavoro che gli sviluppatori fanno ogni giorno e in che modo Siri potrà usare le app di terze parti.

di

Roberto Pezzali

Apple aveva presentato nel 2024 Apple Intelligence come una svolta epocale, con una lista di promesse talmente lunga da occupare un keynote che era durato quasi due ore. Molte di quelle promesse, annunciate con un video ad effetto, Apple non è riuscita a mantenerle perché al momento dell'annuncio erano tecnicamente premature: Siri avrebbe dovuto capire il contesto, agire sulle app di terze parti, ragionare sul contenuto personale dell'utente. Chi era presente, e noi c'eravamo, non si era posto troppo il problema della fattibilità tecnica: si confidava sul fatto che alla fine, negli anni precedenti, tutto quello che Apple aveva annunciato come novità software alla WWDC, anche le soluzioni più ambiziose, erano poi state messe a terra. Molte nei tempi giusti, qualcuna in beta con un po' di ritardo ma se torniamo indietro e guardiamo alle passate edizioni quanto promesso è poi arrivato. La nuova versione di Siri, il pezzo forte di Apple Intelligence, un progetto tanto ambizioso che Apple aveva strappato a Google il capo dell'IA per supervisionarlo, John Giannandrea, non ha visto la luce come previsto.