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Sergio Donato

Apple riparte da una nuova architettura con modelli sviluppati insieme a Google, funzioni integrate nelle app e Private Cloud Compute. Siri AI resta il simbolo del rilancio, ma il pacchetto Apple Intelligence è più ampio: molte funzioni saranno gratis, altre avranno limiti giornalieri e accesso aumentato con iCloud+

Per Apple Intelligence la WWDC 2026 era l'ultima chiamata. Dopo la presentazione del 2024, con Siri mostrata in funzioni che poi non sono arrivate e il relativo danno comunicativo, Apple doveva dimostrare che l'IA non era una promessa parcheggiata in attesa di tempi migliori. Almeno dal keynote la prima impressione ricevuta è stata buona: Cupertino ha presentato un “restauro” abbastanza profondo di Apple Intelligence che arriverà in autunno, fatto di nuovi modelli Foundation, un orchestratore di sistema e un uso combinato di elaborazione locale e Private Cloud Compute.

Apple Intelligence viene presentata come un'infrastruttura dei nuovi sistemi operativi, anche se Siri AI è inevitabilmente la parte più visibile della storia. La nuova architettura dovrebbe permettere all'IA di lavorare dentro le app, con accesso al contesto personale, a quello che c'è sullo schermo, agli strumenti delle applicazioni e, quando serve, alla conoscenza aggiornata presa dal web.