La cybersecurity G7 entra in una fase più politica, industriale e strategica. Non riguarda più soltanto la risposta agli attacchi. Diventa un terreno di coordinamento tra governi, regolatori, imprese e infrastrutture critiche. La dichiarazione adottata dal G7 Cybersecurity Working Group, accolta con favore dalla Commissione europea, indica questa traiettoria con chiarezza.Il documento, sostenuto dalla presidenza francese del G7 e dal ruolo dell’Anssi, mette in fila quattro priorità. Sono la migrazione alla crittografia post-quantistica, i rischi cyber legati all’AI, la resilienza delle telecomunicazioni e la protezione delle Pmi. Per Bruxelles non si tratta di un’agenda parallela. È un tassello che si inserisce nella strategia europea sulla sicurezza digitale.Il punto di fondo è la crescente interdipendenza dei sistemi. Reti, piattaforme, software, supply chain e servizi cloud non sono più livelli separati. Ogni vulnerabilità può propagarsi lungo filiere complesse. Per questo la resilienza digitale non può essere trattata come una somma di difese nazionali. Richiede standard comuni, capacità condivise e tempi di intervento compatibili con la velocità delle minacce.Indice degli argomenti
Cybersecurity G7, la sfida della resilienza
Cybersecurity G7: la Ue spinge su resilienza digitale, AI, crittografia post-quantistica, reti tlc e difesa delle Pmi.














