Pubblicato il: 09/06/2026 – 10:33
di Giorgio Curcio
CATANIA C’è anche una pista calabrese nell’inchiesta della Dda di Catania che ha colpito il clan Mazzei, i “Carcagnusi”, storico gruppo mafioso catanese ritenuto dagli inquirenti ancora operativo nel controllo del territorio, nel traffico di droga e nella gestione delle piazze di spaccio. Nel mirino dell’operazione ci sono anche i figli di Nuccio Mazzei, detto “u Carcagnusu”: Santo, che porta il nome del nonno fondatore della cosca, e Matteo Mazzei. Coinvolta anche la sorella Concetta Simona Mazzei e i figli di quest’ultima, Christian e Filippo Intravaia. In tutto sono 20 i destinatari dell’ordinanza cautelare emessa dal gip di Catania, mentre per altri 12 indagati è stato disposto l’interrogatorio preventivo: solo dopo il giudice deciderà se accogliere le richieste di misura avanzate dalla Procura.
Le accuse
Le contestazioni, a vario titolo, vanno dall’associazione armata all’associazione finalizzata al traffico di droga, fino alla detenzione ai fini di spaccio, alla detenzione di armi da guerra, armi comuni e armi clandestine, e al tentato omicidio. Diversi reati sono aggravati, secondo l’accusa, dall’avere agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e omertà legate all’esistenza del clan dei Carcagnusi – famiglia Mazzei, ritenuto affiliato a Cosa nostra catanese, e con la finalità di agevolarne l’attività criminale.












