Roma, 9 giu. (askanews) – La visita di stato del presidente cinese Xi Jinping a Pyongyang consegna al leader nordcoreano Kim Jong Un un risultato politico di rilievo: nei resoconti ufficiali diffusi da Cina e Corea del Nord non compare alcun riferimento alla denuclearizzazione nordcoreana. Un’assenza che pesa, perché segna uno scarto rispetto al passato e perché arriva in una fase in cui Pechino ha bisogno di rassicurare Pyongyang, evitando che il rafforzamento dei rapporti tra Corea del Nord e Russia riduca ulteriormente l’influenza cinese sul paese vicino.
Il leader nordcoreano Kim Jong Un e il presidente cinese Xi Jinping hanno ribadito l’impegno a sostenere i rispettivi interessi e hanno promesso di aprire una nuova fase nelle relazioni bilaterali. L’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna ha riferito che i due leader, durante il vertice a Pyongyang, hanno concordato di porre le relazioni amichevoli tra i due paesi “su una base più solida” e di ampliare la cooperazione nei settori politico, economico, culturale e in altri ambiti. Le due parti hanno inoltre promesso di difendere la sovranità e la sicurezza reciproche.
Kim ha definito il rafforzamento dei legami con la Cina “il lavoro strategico più importante e prioritario” per la Corea del Nord e ha assicurato che Pyongyang farà “il massimo” per trasformare il rapporto bilaterale in “un modello di relazione tra stati socialisti” e in una partnership “strategica invariabilmente speciale, autentica e solida”. Una formula che punta a ribadire la centralità di Pechino nella politica estera nordcoreana, proprio mentre il rapporto con Mosca si è intensificato sul piano militare, diplomatico ed economico.












