L'amicizia "invincibile", i sorrisi davanti alle telecamere e la promessa di portare i rapporti bilaterali a "nuovi livelli". Ma dietro la calorosa accoglienza riservata a Xi Jinping a Pyongyang, la visita del presidente cinese racconta soprattutto il tentativo di ricucire un rapporto che negli ultimi anni si era fatto più complesso, mentre Kim Jong Un rafforzava il proprio asse con la Russia e accelerava sul programma nucleare.

Ricevuto con una cerimonia solenne nella capitale nordcoreana, dalle bande musicali, ai bambini con i fiori e le bandiere cinesi e nordcoreane affiancate lungo le strade, Xi ha ribadito che l'amicizia tra i due Paesi resta salda indipendentemente dai cambiamenti dello scenario internazionale.

"Non importa come cambino i tempi, la tradizionale amicizia tra Cina e Corea del Nord è sempre invincibile", ha scritto sul Rodong Sinmun, quotidiano del Partito dei lavoratori nordcoreano. Nei colloqui con Kim ha poi insistito sulla necessità di rafforzare il coordinamento strategico e ampliare la cooperazione economica, commerciale e tecnologica. Kim ha risposto definendo il rafforzamento dei legami con Pechino una "priorità strategica fondamentale".

Parole che certificano un riavvicinamento dopo una fase di rapporti altalenanti. Negli ultimi anni Pyongyang ha infatti guardato sempre più a Mosca, trasformando la Russia di Vladimir Putin in un partner militare ed economico di primo piano. La cooperazione si è intensificata dopo la guerra in Ucraina, con l'invio di soldati nordcoreani e la crescente collaborazione nel settore della difesa. Uno sviluppo che a Pechino viene osservato con crescente attenzione. Per la leadership cinese, la Corea del Nord resta un cuscinetto strategico fondamentale ai propri confini. Lasciare che Mosca diventi il principale punto di riferimento di Kim significherebbe perdere influenza su uno dei dossier più sensibili della sicurezza regionale.