Hanno due gemelline di appena un anno e mezzo, un mutuo da pagare e i sogni semplici di una giovane famiglia che sta cercando di costruire il proprio futuro. Oggi, però, Daniela D’Aguanno, 37 anni, e il compagno Daniele Nisticò, 33 anni, residenti a Candelo, si trovano ad affrontare una delle paure più grandi per chi ha figli piccoli: il rischio di perdere entrambi il lavoro. Una prospettiva che toglie loro il sonno da quando la Teva di Santhià ha annunciato gli esuberi. Un amore nato in azienda L’azienda che li ha fatti conoscere e innamorare ora è la stessa che volta loro le spalle. Era il 2018 quando si incontrarono per la prima volta davanti alla macchinetta del caffè: “Piacere Daniela”, “Piacere Daniele” e un sorriso scatta automatico. Lui era in Teva dal 2013, lei da meno di un anno: nel giro di pochi mesi già vivevano insieme. Ora l’azienda ha annunciato un piano di esuberi che potrebbe coinvolgere anche le loro mansioni. Una prospettiva che pesa come un macigno sulle spalle di due genitori che ogni giorno si dividono tra lavoro, pannolini, notti insonni e la felicità di vedere crescere le proprie bambine. «Pensiamo soprattutto alle nostre figlie», raccontano con apprensione. «Abbiamo sempre fatto sacrifici per garantire loro serenità e sicurezza. L’idea di perdere entrambi lo stipendio nello stesso momento ci spaventa moltissimo». La notizia arrivata all’improvviso Daniela spiega come la notizia sia arrivata all’improvviso: «Sia io che il mio compagno, insieme ad altri colleghi, abbiamo appreso di essere tra gli esuberi perché le mansioni che svolgiamo rientrano tra quelle che l’azienda vorrebbe eliminare.