| 9 Giugno 2026 08:01 |
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(Adnkronos) –
Stangata in arrivo per le famiglie italiane, in corrispondenza della fine dell’anno scolastico. Si apre infatti una prolungata sospensione delle attività scolastiche che obbliga tantissimi nuclei familiari che non possono contare su una rete parentale di supporto a investire somme ingenti di denaro nei centri estivi privati per poter conciliare i tempi di vita e di lavoro. E quest’anno si preannunciano ulteriori e pesanti rincari. Secondo i dati del 4° Monitoraggio annuale, realizzato dall’Osservatorio Eures-Adoc, attraverso la metodologia della mystery client su circa 200 strutture private in otto grandi città italiane, la tariffa media nazionale a tempo pieno infatti è salita a ben 179 euro a settimana per bambino. Questo significa che otto settimane di frequenza costano mediamente 1.432 euro per un solo figlio.
La cifra si fa ancora più drammatica per le famiglie con due figli, dove la spesa complessiva sfonda la quota dei 2.700 euro, attestandosi per l’esattezza a una stima di 2.764 euro. Tale incremento tiene conto del fatto che il 49% dei centri estivi censiti non applica alcuna riduzione tariffaria per i fratelli e, laddove lo sconto è presente, raramente supera il 10%, fermandosi a una media del 7%. Neppure il ricorso al tempo ridotto, che esclude il pranzo e si limita alla fascia mattutina, alleggerisce davvero il peso economico, comportando una spesa media nazionale di 119 euro a settimana che, nelle regioni del Centro Italia, sale fino a 130 euro.











