Carlo Messina è fresco del lancio dell’Opas sul Monte dei Paschi e dell’ingresso, con una quota del 3 per cento nel capitale di Generali, quando gli viene posta la domanda. Il Leone? «È una buona azienda ma tutto si può migliorare». Un messaggio ai vertici della compagnia triestina di quello che, se l’Offerta su Mps avrà successo, diventerà un azionista rilevante del gruppo. Il Monte controlla Mediobanca che, a sua volta, custodisce un pacchetto del 13,3 per cento del Leone. Un pacchetto che, in passato, ha permesso a Piazzetta Cuccia essere determinante nella governance delle Generali. Messina per ora dribbla la questione. «A noi», dice, «di Generali interessano gli utili e non la gestione, né presentare liste». Eppure con quella quota da primo azionista, Messina potrà dire la sua nel gruppo assicurativo, anche se le sarà impedito dai limiti antitrust di scalare il Leone. Resta comunque un fatto che l’arrivo di Intesa nella grande partita del riassetto bancario, avrà come effetto anche quello di mettere in sicurezza la filiera, tutta italiana, costituita da Mps e a cascata da Mediobanca e dal Leone di Trieste, che ieri in Borsa è balzato del 2,8 per cento al massimo storico, 39,9 euro. Non va nemmeno dimenticato che Generali ha in pancia 900 miliardi di risparmi degli italiani e 40 miliardi in titoli di Stato. Ragion per cui la nazionalità dei soci del gruppo triestino è stata spesso in cima alle preoccupazioni dei governi.
Messina: «Generali? Buona azienda ma si può fare meglio»
Carlo Messina è fresco del lancio dell’Opas sul Monte dei Paschi e dell’ingresso, con una quota del 3 per cento nel capitale di Generali, quando gli viene posta la domanda. Il...













