Alla Milanesiana di Milano e Viareggio due differenti modi di entrare nel mondo del grande artista

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Il bello di Paolo Jannacci è che non ha limiti, lavora per addizione e non per sottrazione, ma lo fa con la passione contagiosa di chi è davvero sempre come fosse la prima volta. "A soli 53 anni sto raccogliendo i primi frutti del mio lavoro", scherza lui che in realtà ha già fatto di tutto, da Zelig a Sanremo, dalla produzione dei dischi del padre Enzo alla vittoria della Targa Tenco. "Ho quattro spettacoli diversi che sono in tour" spiega riferendosi ai due che porta alla Milanesiana: il concerto Jannacci arrenditi! La città ascolta che, con il prologo di Maria Sole Sanasi e la partecipazione di Paolo Re, andrà in scena il 12 giugno al Teatro Eden di Viareggio, e poi Ecco tutti qui - Le canzoni e la vita di Enzo Jannacci, il 15 giugno al Volvo Studio di Milano con Enzo Gentile e il prologo filosofico di Elio Franzini. "Beh lo spettacolo che porto a Viareggio ha debuttato pochi mesi fa è una sorta di recital incentrato sull'idea che i muri della città possano raccontarci e lo fanno con le canzoni di Tenco, di Conte e anche di mio papà". È molto tenero, sempre filiale, Paolo Jannacci quando pronuncia la parola "papà", al quale assomiglia non solo fisicamente ma anche per onestà e limpidezza di vedute. "Dicono che papà sia ancora attuale? Da un lato mi inorgoglisce, dall'altro penso che, essendo morto 13 anni fa, non stiamo andando avanti, forse il politically correct e l'omologazione obbligatoria ci stanno creando difficoltà che non si devono sottovalutare. E parlo anche in prima persona". Come mai? "Quando si compone qualcosa, ormai c'è sempre una sorta di freno psicologico. Penso a mio papà, lui certe volte scriveva anche in modo maleducato, ma sempre con estro poetico e quindi libero".