L’intelligenza artificiale è già entrata nelle scuole e il Garante della privacy accende un faro. Gli istituti di istruzione, pubblici e privati, prima di usare i robot scolastici, devono applicare le norme sulla protezione dei dati, documentare le proprie scelte, spiegare come le nuove soluzioni tecnologiche utilizzeranno i dati delle persone (famiglie, studenti, docenti e personale amministrativo), assegnare i ruoli privacy a fornitori, scrivere una valutazione di impatto sulla protezione dei dati. Sono questi gli adempimenti al centro della richiesta di informazioni che il Garante della privacy ha inviato al Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola (CNOS) a proposito dell’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito formativo.

L’iniziativa del Garante è partita sulla base di notizie di stampa, dalle quali risulta che alcuni istituti salesiani avrebbero avviato una estesa sperimentazione strutturata di sistemi di IA generativa nelle attività didattico-educative, coinvolgendo oltre 1.600 docenti e quasi 29 mila studenti.

Il progetto formativo e l'uso della piattaforma Google

Come riporta il portale dei Salesiani, il progetto, che si avvale di licenze della piattaforma di Google, prevede la formazione dei docenti sull’utilizzo pedagogico dell’IA e in particolare su profili quali il prompting (tecnica di scrittura delle istruzioni impartite ai robot), la creazione di contenuti multimediali, gli assistenti personalizzati, gli strumenti per la personalizzazione didattica.