Il progetto educativo Go Beyond Traditional Education lanciato dai Salesiani, che integra alcune sperimentazioni didattiche potenziate dall’IA, è finito sotto la lente del Garante per la privacy che ha inviato una richiesta di informazioni, da fornire entro venti giorni. Sotto inchiesta il “trattamento dei dati personali nell’ambito dell’erogazione dei servizi educativi e didattici”.

A dare notizia dell’azione messa in campo dagli uffici di piazza Venezia a Roma, è lo stesso sito del Garante: “Secondo quanto riportato da notizie di stampa, alcuni istituti salesiani – cita il comunicato ufficiale – avrebbero avviato una sperimentazione strutturata di sistemi di IA generativa nelle attività didattico-educative, coinvolgendo oltre 1600 docenti e quasi 29mila studenti. L’iniziativa è stata descritta come “un modello organizzato, esteso, misurato, raccontato” e coinvolgerebbe anche Google. La normativa privacy si applica allo stesso modo ai soggetti pubblici e privati. Qualora i trattamenti comportino rischi elevati per le persone coinvolte, come il ricorso a processi decisionali automatizzati, la normativa prevede specifici adempimenti e misure di tutela”. Il Gpdp ha così richiesto ai religiosi le valutazioni effettuate prima dell’avvio del progetto, le modalità di trattamento dei dati personali degli studenti e del personale coinvolto, gli istituti che partecipano all’iniziativa, i fornitori delle tecnologie impiegate e l’eventuale svolgimento di una valutazione dell’impatto sulla protezione dei dati personali. Dell’attenzione dei salesiani per l’IA si è parlato a lungo e in molti hanno elogiato il progetto che, partito inizialmente come sperimentazione (Gemini@Salesiani) con 700 docenti oggi è strutturato su scala nazionale, coinvolgendo oltre cinquanta tra scuole e Centri di formazione professionale.