di
Marco Galluzzo
La premier: «Serve uno sforzo straordinario»
Anche in Francia il prezzo della benzina ha superato i due euro, nonostante il nucleare. Anche a Berlino la crisi dell’automotive ha dinamiche che preoccupano la cancelleria, così come in Italia, dove il settore ha incroci e sinergie con l’economia tedesca che non sono indifferenti. Non sono pochi i Paesi europei, dalla Polonia alla Spagna, che come Roma soffrono le conseguenze del sistema degli Ets, i costi di inquinamento da fonti fossili che gravano sulla bolletta energetica del nostro Paese in modo massiccio.
Forse anche per tutti questi motivi, oltre che per una sintonia con il cancelliere tedesco che a oggi appare come il più importante rapporto strutturato, e intessuto di reciproci interessi (economici e geopolitici) che Giorgia Meloni intrattiene in questo momento fra i leader europei, si è svolta ieri, ospitata da Germania, Italia e Belgio, una riunione di due ore sulla competitività europea, sulla revisione del sistema degli Ets, sulle conseguenza della crisi di Hormuz e altri temi. E forse anche per tutti questi motivi la premier non ha avuto remore nell’esprimere ancora una volta un clima di allarme e di urgenza eccezionali, ribadendo «la necessità di uno sforzo straordinario, sia a livello nazionale sia europeo, per contrastare gli effetti di breve e medio termine della crisi energetica».










