HomeRiminiCronacaLa stretta sull’azzardo. Dieci anni di battaglia, chiuse 31 sale scommesseLe norme regionali sulle distanze dai luoghi sensibili hanno ridisegnato il settore. Delle 36 attività censite nel 2017 ne resistono appena cinque.Una sala dedicata alle puntate sportive e ai giochi con vincita in denaro. Negli ultimi dieci anni il numero delle attività presenti sul territorio si è drasticamente ridotto in seguito all’applicazione della normativa regionale.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCinque sale scommesse superstiti sulle 36 che si contavano nel 2017. La battaglia al gioco d’azzardo condotta a partire dalla legge regionale, segna dieci anni. Tanto tempo è trascorso dalle norme che hanno combattuto la presenza fisica sul territorio delle sale scommesse. La prima legge Regionale 5 del 2013, era stata integrata dalla legge 18 del 2016 e dalla delibera attuativa 831 del 2017, stabilendo i criteri sulle delle sale gioco vicine ai luoghi sensibili. Il regolamento adottato anche dal Comune di Rimini era molto semplice: se la sala per scommesse si trovava entro 500 metri da luoghi sensibili allora doveva chiudere, e in alcuni casi poteva trasferirsi. I luoghi sensibili tutelati dalla normativa comprendono, in primo luogo, tutti i plessi scolastici di ogni ordine e grado, ma anche istituti di formazione professionale, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sanitarie, centri di aggregazione giovanile e qualsiasi altro contesto a frequentazione prevalente di minori o di soggetti in condizione di fragilità. Secondo la norma regionale entro un raggio di 500 metri è vietata l’apertura di nuovi esercizi dedicati al gioco e alle scommesse. Quelli già esistenti sono stati progressivamente obbligati a chiudere o trasferirsi altrove. Per le sale scommesse con attività non esclusiva, tra queste rientrano i cosiddetti corner presenti soprattutto nelle tabaccherie, la battaglia è stata totale. Erano 13 dieci anni fa e solo uno era in regola con la distanza. Gli altri 12 hanno ricevuto i provvedimenti di cessazione. Ne è nata una battaglia legale al Tar. Infine i gestori hanno dovuto cedere, e le scommesse sono diventate un ricordo.