FalcioniPer capire dove finiscono i meriti di Parcaroli e dove iniziano i demeriti del centrosinistra bisogna partire dai numeri del ballottaggio. Per vincere senza affanni, al sindaco uscente sarebbe bastato confermare i 10.044 voti del primo turno, ma il candidato del centrodestra è andato oltre, portando a casa altre 672 preferenze. Più modesto il bottino di Gianluca Tittarelli, che rispetto al primo round ha guadagnato 585 voti, pur potendo contare sull’endorsement di due dei tre esclusi del primo turno. Sandro Parcaroli ha pescato a piene mani anche nell’elettorato moderato e a nulla sono serviti gli accordi dell’ultimo momento stretti da Tittarelli con Marco Sigona e Romano Mari. Tanto che il gap tra centrodestra e centrosinistra si è addirittura allargato di quasi cento voti rispetto al primo turno. Gli elettori hanno premiato Parcaroli per le opere realizzate in questi cinque anni di governo, a partire dal sottopasso e dalla piscina. Si può disquisire quanto si vuole sui vantaggi dovuti alla pioggia di fondi del Pnrr, sulla paternità dei progetti, sui tempi e sui costi lievitati delle opere, ma resta il fatto che il centrodestra le ha portate a casa. Cosa che al centrosinistra non era riuscita in 25 anni di governo. E questo ha fatto passare in secondo piano le fibrillazioni di una maggioranza litigiosa, le incertezze (di eloquio e non solo) di Parcaroli e gli scivoloni delle ultime settimane di campagna elettorale, dal vocale dello staff del sindaco ai tre ricorsi bocciati, fino alla mancata presa di distanza dalle becere uscite del primo cittadino di Filottrano, Luca Paolorossi. Così mentre Parcaroli comincia a mettere mano alla sua giunta bis, si torna al punto di partenza: al centrosinistra resta il compito di capire dove finiscono i meriti del sindaco e dove iniziano i suoi demeriti.
Il confine tra meriti e demeriti
Falcioni Per capire dove finiscono i meriti di Parcaroli e dove iniziano i demeriti del centrosinistra bisogna partire dai numeri del...











