Che senso ha per la 44enne, che ha vinto 23 titoli Slam individuali e 14 in doppio con la sorella Venus, accumulando oltre 350 milioni di dollari, tornare a giocare? Le accuse di conflitto d’interessi con l’azienda del marito (che vende i farmaci per il diabete che l’hanno aiutata a perdere 15 kg), le incognite sulla tenuta fisica, la tentazione di cercare una wild card per Wimbledon e la ricerca infinita di un’icona come lei nel tennis femminileÈ la regina dell’eccellenza, senza ma e senza se. Il soprannome Queen se lo è ampiamente meritato, per gli enormi successi, per le fragorose cadute, per gli infortuni, per i ritorni in campo, per la personalità dirompente, per la promozione della diversità, per aver combattuto i pregiudizi di razza e genere. A quattro anni dal suo ritiro nulla era cambiato, perché è scolpito nella pietra l’impatto rivoluzionario che Serena Williams ha impresso al mondo dello sport femminile. E allora, che senso Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Lia CapizziGiornalista. Dagli inizi in radio alla grande esperienza televisiva tra conduzioni di Tg, interviste, telecronache, documentari (Rai, Mediaset, e 18 anni a SkySport). Racconta lo sport a 360°, specializzata in numerose discipline, dal calcio al rugby, dal nuoto all’atletica, dal tennis ai risvolti sociali nello sport senza trascurare il lato oscuro del doping